Nell'ambito dell'acquisizione di asset immobiliari provenienti da procedure concorsuali o esecutive, la corretta identificazione dei rischi finanziari e strutturali è la base di ogni operazione. Quelli che in gergo tecnico vengono definiti "Hidden Costs" (costi occulti) rappresentano le insidie più severe per la redditività dell'investimento.
L'ordinamento tutela la stabilità delle vendite giudiziarie, ma applica in molti casi il principio per cui l'acquirente subentra nello stato di fatto e di diritto in cui si trova il bene (visto e piaciuto nello stato in cui si trova). Tra i costi non immediatamente evidenti si annoverano le spese condominiali relative all'anno in corso e a quello precedente l'emissione del decreto di trasferimento. Nei grandi complessi direzionali o nei condomini residenziali con riscaldamento centralizzato, queste cifre possono ammontare a decine di migliaia di euro.
A questo si aggiungono le spese per la regolarizzazione catastale o urbanistica. Spesso la perizia stima i costi di sanatoria, ma le norme locali o i regolamenti edilizi possono subire variazioni, richiedendo ulteriori oneri per il rilascio della conformità. Inoltre, le spese tecniche per lo smaltimento di eventuali arredi o beni mobili abbandonati dal debitore esecutato all'interno dell'immobile gravano sull'acquirente.
L'attività di Due Diligence (tecnico-legale e finanziaria) è lo strumento istituzionale attraverso il quale si mappano preventivamente queste passività. Solo un team di analisti specializzati possiede gli strumenti e l'esperienza necessari per quantificare questi oneri con precisione, garantendo all'investitore la salvaguardia del capitale.